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Guida pratica Categoria · Piscine & Trattamento acqua Lettura · 9 min Aggiornato · Stagione in corso

Acqua piscina verde: cosa fare subito per recuperarla

L'acqua è diventata verde da un giorno all'altro. Nella maggior parte dei casi torna cristallina in 24–48 ore seguendo la sequenza giusta: test dei valori, regolazione del pH, trattamento shock con cloro, eventuale flocculante o alghicida, filtrazione continua. Ecco la procedura passo dopo passo.

Acqua piscina verde — guida al recupero rapido BRAYGROUP
Trattamento acqua · Guida BRAYGROUP
24–48 h
Tempo medio
per recuperare l'acqua
7,2–7,6
pH ottimale
per il trattamento
1–3 ppm
Cloro libero
da mantenere
24 h
Filtrazione continua
dopo il trattamento

L'acqua della piscina che diventa verde è quasi sempre il sintomo di una proliferazione di alghe, innescata da un cloro libero troppo basso, un pH fuori range o una filtrazione insufficiente. Nei climi caldi e dopo i temporali estivi il fenomeno può comparire nel giro di poche ore — ma è quasi sempre reversibile senza svuotare la piscina, a patto di intervenire con la sequenza giusta.

Questa guida risponde alle domande pratiche che ti stai facendo adesso: perché è successo, cosa fare nelle prossime ore, quali prodotti chimici usare in base allo stato dell'acqua (cloro shock, flocculante, alghicida), come gestire la filtrazione e cosa cambiare nella routine per evitare che torni verde.

Perché l'acqua della piscina diventa verde

Il colore verde è dovuto alle alghe microscopiche che si moltiplicano quando il disinfettante non riesce più a contrastarle. Più alghe ci sono, più intenso è il verde — da una sfumatura appena percettibile fino a una piscina color smeraldo opaco. Le cause sono quasi sempre una combinazione di questi fattori.

Cloro libero basso

<1 ppm

È la causa numero uno. Sotto 1 ppm le alghe iniziano a moltiplicarsi rapidamente, soprattutto con temperature elevate.

pH fuori range

>7,8

Con pH alto il cloro perde fino al 70% della sua efficacia. Anche con dosi normali, non disinfetta abbastanza.

Filtrazione carente

<8 h/g

Filtrare meno di 8 ore al giorno in estate lascia il tempo alle alghe di colonizzare l'acqua e le superfici.

Caldo e temporali

>28°C

Acqua calda + pioggia che porta nutrienti e abbassa il cloro = condizioni ideali per le alghe.

Capire la causa è importante perché determina la strategia di recupero: se il problema è solo cloro basso, basta uno shock; se è la filtrazione, va corretta in parallelo; se c'è già un velo verde sul fondo, serve anche un flocculante per far depositare le particelle e aspirarle.

Cosa fare subito se la piscina è verde

La sequenza corretta è sempre la stessa: prima si misura, poi si regola il pH, poi si interviene con cloro shock e/o flocculante, infine si fa lavorare la filtrazione. Saltare uno step (per esempio aggiungere cloro senza prima regolare il pH) riduce drasticamente l'efficacia del trattamento.

  1. Controlla pH e cloro Usa un kit di analisi a strisce, a pastiglie o un tester elettronico. I valori ti dicono da dove partire — non procedere "a occhio" perché rischi di sprecare prodotti chimici o di peggiorare la situazione.
  2. Regola il pH prima di tutto Porta il pH tra 7,2 e 7,6 usando pH+ o pH−. Con pH corretto, il cloro che aggiungi dopo ha la massima efficacia (fino al doppio rispetto a un pH a 8,0).
  3. Esegui un trattamento shock con cloro Aggiungi cloro shock (dicloro o ipoclorito) in dose maggiorata — circa 3–5 volte il dosaggio normale, secondo le istruzioni del prodotto e i litri della piscina.
  4. Aggiungi flocculante se l'acqua resta torbida Quando lo shock ha ucciso le alghe l'acqua diventa lattiginosa o grigia. Il flocculante fa aggregare le particelle morte e le fa depositare sul fondo, dove poi le aspiri.
  5. Fai lavorare la filtrazione 24 ore non-stop Pompa e filtro accesi senza interruzioni. Controfilaggio del filtro a sabbia ogni 8–12 ore di funzionamento se la pressione sale.
  6. Pulisci fondo e pareti Spazzola le pareti per staccare le alghe attaccate e aspira il fondo con robot o aspiratore manuale. Le alghe morte depositate sul fondo non vanno lasciate lì.

Parti sempre dal test

Se l'acqua è verde, il primo step è il controllo dei valori: scopri i test acqua piscina e tutta la gamma di prodotti chimici per il trattamento disponibili su BRAYGROUP.

Controllare pH e cloro prima di intervenire

I valori giusti dell'acqua di piscina sono quasi sempre gli stessi, indipendentemente dal tipo di vasca: pH tra 7,2 e 7,6, cloro libero tra 1 e 3 ppm, alcalinità totale tra 80 e 120 ppm. Quando uno solo di questi parametri esce dal range, l'equilibrio si rompe e le alghe trovano spazio per moltiplicarsi.

Parametro
Valore ottimale
Sotto soglia
Sopra soglia
Cloro liberoDisinfettante
1 – 3 ppm
Alghe e batteri
Irritazione
AlcalinitàTampone pH
80 – 120 ppm
pH instabile
Acqua torbida
StabilizzanteAcido cianurico
30 – 50 ppm
Cloro consumato dal sole
Cloro "bloccato"

Per misurare i valori esistono tre strumenti principali: strisce reattive (rapide ma meno precise), kit a pastiglie con cromatografia colorimetrica (più precisi, costo medio) e tester elettronici digitali con sonda pH e ORP (più precisi, costo maggiore ma riutilizzabili indefinitamente). Per una piscina in difficoltà, anche le strisce a tre o cinque parametri sono sufficienti per orientarsi.

Da dove partire — l'attrezzatura essenziale

Per misurare e correggere i valori in autonomia trovi tutta la gamma in test kit e analisi acqua piscina, i misuratori di pH e dosaggio automatici, e i prodotti chimici per la correzione di pH e alcalinità.

Quando e come usare il cloro shock

Il cloro shock (chiamato anche superclorazione o cloro rapido) è il primo intervento contro un'acqua verde. Serve a portare il cloro libero a livelli temporaneamente elevati — circa 5–10 ppm — per uccidere alghe e batteri in tempi rapidi. I prodotti utilizzati sono tipicamente dicloro granulare, tricloro o ipoclorito di calcio, scelti in base al tipo di piscina e alla velocità d'azione richiesta.

  1. Calcola il dosaggio Per uno shock standard si usano circa 15–25 g/m³ di dicloro granulare, oppure le quantità indicate sul prodotto specifico. Per acqua molto verde puoi raddoppiare la dose.
  2. Diluisci in acqua prima di versare Sciogli sempre il cloro shock in un secchio d'acqua prima di immetterlo in piscina, mai direttamente nello skimmer o sul rivestimento — il prodotto concentrato può scolorire il liner.
  3. Versa con pompa accesa Distribuisci la soluzione lungo il perimetro della piscina con la pompa in funzione, in modo che il cloro si distribuisca uniformemente.
  4. Attendi il viraggio del colore Entro 6–12 ore l'acqua passa da verde a verde-grigio o lattiginoso: significa che le alghe sono morte. A questo punto entra in gioco la filtrazione (o il flocculante).

Cloro shock — quale scegliere

Su BRAYGROUP trovi la gamma completa di cloro piscina e prodotti clorati — dicloro, tricloro, ipoclorito di calcio — con dosaggi e formati adatti sia alle piscine fuori terra che a quelle interrate.

Quando e come usare il flocculante

Il flocculante non è un disinfettante: serve a far aggregare le particelle fini sospese nell'acqua (alghe morte, polveri, residui organici) in fiocchi più grandi che il filtro riesce a trattenere — oppure che si depositano sul fondo e vengono aspirati. Si usa nella seconda fase del recupero, quando lo shock ha già ucciso le alghe ma l'acqua resta torbida o lattiginosa.

Il flocculante non sostituisce il cloro: lavora dopo, per rendere visibilmente limpida l'acqua già disinfettata.

Esistono due tipologie principali di flocculante: flocculante liquido, che si versa con la pompa accesa e fa filtrare il fiocco; flocculante in pastiglie da mettere nello skimmer, ad azione più lenta e continua. Per un recupero rapido dopo lo shock si usa il flocculante liquido in dose maggiorata, poi si lascia la pompa spenta per 6–8 ore in modo che i fiocchi si depositino, infine si aspira il fondo con il robot in funzione "scarico diretto" se disponibile.

Flocculanti e filtrazione

Vedi i flocculanti per piscina e abbinali a una filtrazione efficiente — soprattutto i filtri a sabbia, che gestiscono molto bene le particelle floculate.

Quando usare l'alghicida

L'alghicida è un prodotto specifico contro le alghe che agisce in modo complementare al cloro. Esistono tre famiglie principali: alghicida non schiumogeno (a base di sali di ammonio quaternario, il più diffuso), alghicida al rame (più aggressivo, indicato per alghe gialle e nere persistenti), alghicida shock (concentrato, per trattamenti d'urto).

L'alghicida si usa in due momenti: come azione preventiva a inizio stagione e periodicamente durante l'estate, oppure come rinforzo del trattamento shock quando le alghe non si arrendono al solo cloro. Nel secondo caso si aggiunge poche ore dopo lo shock, con pH già regolato e pompa accesa.

Tipo
Quando
Pro
Contro
Non schiumogenoSali quaternari
Preventivo / uso regolare
Sicuro, polivalente
Meno potente sulle alghe già attive
Al rameSolfato di rame
Alghe gialle/nere persistenti
Molto efficace
Può colorare l'acqua se pH basso

Alghicidi disponibili

Scopri tutta la gamma di alghicidi e svernanti — per il trattamento d'urto, per la manutenzione regolare e per lo svernamento di fine stagione.

Il ruolo della pompa e del filtro

Senza una filtrazione adeguata, nessun trattamento chimico funziona davvero a lungo termine. La pompa e il filtro sono il cuore meccanico della piscina: ricircolano l'acqua, intercettano particelle e impurità, garantiscono che i prodotti chimici si distribuiscano in modo uniforme.

Le regole generali per una filtrazione corretta in estate sono: almeno 8 ore di funzionamento al giorno, idealmente nelle ore di maggiore utilizzo o calore; turnover dell'intera acqua almeno una volta al giorno; controfilaggio del filtro a sabbia quando la pressione sale di 0,3–0,5 bar sopra il valore di riferimento. Durante un recupero da acqua verde, la filtrazione va portata a 24 ore continuative finché l'acqua non torna trasparente.

Filtri a sabbia

25–40 μm

Standard per piscine residenziali. Eccellenti con flocculante, manutenzione semplice, sabbia da cambiare ogni 4–6 anni.

Filtri a cartuccia

10–20 μm

Filtrazione più fine, ingombro ridotto. Cartuccia da pulire frequentemente e da sostituire ogni 1–2 stagioni.

Filtri a diatomee

3–5 μm

Massima finezza di filtrazione, ideale per acque difficili. Manutenzione più impegnativa.

Portata pompa

Vol÷4 h

La pompa deve far ricircolare tutto il volume in circa 4 ore. Sotto-dimensionarla è la causa più comune di problemi cronici.

Filtrazione adeguata = problema risolto

Una buona filtrazione fa la differenza tra una piscina sempre limpida e una che torna verde ogni due settimane: scopri le pompe per piscina, i filtri a sabbia e i filtri a cartuccia per dimensionare correttamente l'impianto.

Come evitare che l'acqua torni verde

Recuperare un'acqua verde è gestibile in 24–48 ore, ma prevenirla è infinitamente più semplice. La routine corretta richiede pochi minuti alla settimana e si basa su tre pilastri: monitoraggio costante dei valori, filtrazione sufficiente, manutenzione meccanica regolare.

  1. Misura i valori almeno 2 volte a settimana In piena estate sale a 3 volte. Cloro libero, pH e alcalinità sono i tre parametri minimi da tenere d'occhio. Con un dosatore automatico questo passaggio diventa quasi a zero impegno.
  2. Mantieni il cloro libero sempre sopra 1 ppm Usa pastiglie di tricloro a rilascio lento nello skimmer o nel dosatore galleggiante. Eviti i picchi e gli abbassamenti che innescano le alghe.
  3. Filtra almeno 8 ore al giorno in estate Meglio 10–12 ore se la piscina è molto frequentata o se le temperature superano i 30°C. Usa un timer per non dimenticarlo.
  4. Spazzola le pareti settimanalmente Le alghe si attaccano alle superfici prima di colonizzare l'acqua. Una spazzolata settimanale impedisce loro di radicarsi.
  5. Aspira il fondo regolarmente Foglie, polveri e residui organici sul fondo consumano cloro e nutrono le alghe. Un robot piscina automatico risolve il problema senza fatica.
  6. Tratta preventivamente con alghicida Un dosaggio leggero di alghicida non schiumogeno ogni 2 settimane riduce drasticamente il rischio di proliferazione, anche durante i temporali.

Routine in autonomia

Per gestire da soli il trattamento ti servono pochi prodotti: test kit per misurare, prodotti chimici per correggere, un robot piscina per la pulizia meccanica e una centralina di dosaggio se vuoi automatizzare tutto.

Domande frequenti sull'acqua verde in piscina

Perché la piscina diventa verde?

La piscina diventa verde a causa della proliferazione di alghe microscopiche, favorita da cloro libero troppo basso (sotto 1 ppm), pH fuori range (sopra 7,8 il cloro è quasi inefficace), filtrazione insufficiente e temperature elevate. Spesso il problema esplode dopo un temporale estivo, perché la pioggia diluisce il cloro e porta nuovi nutrienti nell'acqua.

Posso fare il bagno con acqua verde?

No, è sconsigliato. L'acqua verde indica disinfezione insufficiente: oltre alle alghe possono essere presenti batteri e microrganismi che possono causare irritazioni cutanee, congiuntiviti e infezioni gastrointestinali. Aspetta che l'acqua sia tornata trasparente, con cloro libero a 1–3 ppm e pH tra 7,2 e 7,6 prima di rientrare in vasca.

Quanto cloro mettere in una piscina verde?

Per un trattamento shock si usano circa 15–25 grammi di dicloro granulare per metro cubo d'acqua, fino a raddoppiare la dose per acqua molto verde. Le quantità esatte sono indicate sulla confezione del prodotto e variano in base alla percentuale di cloro attivo. È fondamentale calcolare prima il volume reale della piscina (lunghezza × larghezza × profondità media).

Serve il flocculante per recuperare una piscina verde?

Non sempre. Il flocculante serve solo dopo lo shock, quando le alghe sono già state uccise dal cloro ma l'acqua resta torbida o lattiginosa. Per acque appena verdi, spesso bastano cloro shock e filtrazione prolungata. Per acque molto verdi con velo sul fondo, il flocculante accelera molto il recupero perché fa depositare le particelle che il filtro non riesce a trattenere.

Quanto tempo ci vuole per far tornare l'acqua limpida?

Nella maggior parte dei casi 24–48 ore sono sufficienti, a patto di seguire la sequenza giusta (test, pH, cloro shock, eventuale flocculante, filtrazione continua). Acque molto verdi o con problemi cronici di filtrazione possono richiedere 3–5 giorni. Se dopo 5 giorni l'acqua è ancora torbida, va rivalutato il dimensionamento del filtro o il dosaggio dei prodotti.

Devo tenere acceso il filtro durante il trattamento?

Sì, quasi sempre. Durante il trattamento shock e nelle ore successive la filtrazione deve essere continua, 24 ore non-stop, per distribuire il cloro e intercettare le particelle. L'unica eccezione è dopo l'aggiunta del flocculante liquido: in quel caso si spegne la pompa per 6–8 ore per far depositare i fiocchi sul fondo, poi si riaccende e si aspira.

Meglio alghicida o cloro shock?

Per un'acqua già verde il cloro shock è sempre la prima scelta perché agisce direttamente sull'origine del problema (disinfezione). L'alghicida si usa in aggiunta — non in sostituzione — quando le alghe sono particolarmente resistenti o per prevenire ricadute. Per la manutenzione regolare e la prevenzione l'alghicida non schiumogeno a dosaggio leggero è invece molto utile, abbinato a una clorazione costante.

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